Aborti? Colpa anche dei maschietti!

Sono circa lo 0,5 -1% le coppie che registrano più aborti nel corso della gravidanza della donna, con una poliabortività che interessa anche il Salento. “Per poliabortività – spiega l’andrologo Lamberto Coppola, direttore sanitario della clinica Tecnomed di Nardò e della casa di cura Fabia Mater di Roma – si intende la perdita di due o più gravidanze consecutive, nel primo trimestre di gestazione o all’inizio del secondo.

Lamberto Coppola -Andrologo, Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò ), Probios (Brindisi) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma)..

Lamberto Coppola -Andrologo, Direttore dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò ) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

Fino ad ora – continua lo specialista – sono stati spiegati solo il 50% di questi casi di aborti, mediante uno studio approfondito sul fattore femminile, ma vale la pena tener conto anche del ruolo delle cellule sessuali maschili, che forniscono il 50% del patrimonio genetico dell’embrione. Gli ultimi studi sono pertanto volti ad approfondire l’influenza maschile in episodi di poliabortività.” E’ stato evidenziato in studi recenti, come partners maschili di coppie con problemi di poliabortività, mostrino un incremento di anomalie cromosomiche, un aumento della mortalità delle cellule sessuali e non ultima un’alterazione e frammentazione del DNA dello spermatozoo, con conseguenze dannose per l’embrione.
Molti sono i fattori che possono intaccare il DNA dello spermatozoo, con ripercussioni poi nel giusto appaiamento con il DNA femminile e quindi con ripercussioni sullo sviluppo dell’embrione. Età, inquinamento ambientale ed alimentare, errati stili di vita (diete, fumo di sigaretta, droghe, alcol, etc), indumenti stretti che aumentano la temperatura dei testicoli, varicocele, tutti elementi che portano come conseguenza, un incremento dei radicali liberi, che possono danneggiare la qualità e la funzione spermatica, così come l’interazione spermatozoo-ovocita e lo sviluppo embrionale che verrebbe compromesso proprio attraverso la rottura dell’elica del DNA dello spermatozoo. Un’analisi approfondita, può inoltre evidenziare problematiche come l’inefficiente maturazione del nucleo cellulare, la produzione eccessiva di zinco, responsabile della corretta condensazione del DNA, che potrebbe avere un malfunzionamento delle eliche con un scorretto appaiamento con il DNA femminile.
Specifiche terapie antiossidanti, possono in questi casi essere risolutive del problema; pertanto, un corretto approfondimento del fattore maschile consentirebbe di portare a termine una gravidanza a quelle coppie classificate finora nella poliabortività inspiegata.

Scritto da

Roberta Grima

La riproduzione di questo articolo è riservata.

Non è presente nessun commento.

Invia una risposta